Intervista al presidente Laura Porporato sul futuro della via

Di Ermanno Eandi

Foto di  Daniela Bobbio (Curiosità di Torino), Arnaldo Arese, e Fondazione Contrada Torino

Laura Porporato è un affermato architetto ed è il presidente del Comitato Spontaneo “Rilanciamo Via Sacchi” , una attivissima realtà che si prefigge lo scopo di salvaguardare e valorizzare i portici e provare a fare rifiorire le attività commerciali della magica Via.

Come è nato “Rilanciamo Via Sacchi”’?

“Siamo nati alla fine del 2016, grazie al coinvolgimento in un progetto della Circoscrizione 1 per la rigenerazione del Borgo San Secondo, da parte di Elena Perosino presidente dell’Associazione Commercianti di Via Gioberti. Già allora la via stava vivendo un periodo di depressione, e quindi accettammo prontamente l’invito, convinti di poter ottenere migliori risultati facendo sinergia fra le forze attive presenti sul territorio.  Da allora molta strada è già stata fatta, ma purtroppo, attualmente ancora un quarto dei locali della nostra via è chiuso e questo porta alla percepibile situazione di degrado che si coglie percorrendo la Via Sacchi, nonostante l’aulicità degli spazi.

Perché ha accettato di essere il presidente?

Forse perché la mia professione, sono un architetto,  mi porta a cercare di osservare i problemi da prospettive diverse, affrontandoli a più scale, non solo nel minuto, ma anche a volo d’uccello, coinvolgendo l’attenzionesulla bellezza dell’architettura, ricercando la schiettezza dei rapporti, del coinvolgimento personale e di chi mi sta attorno e questo mi ha portato a rendermi disponibile, quando sono stata coinvolta, per cercare di mettermi in gioco e provare a spendermi per fare  ripartire un tessuto sociale e commerciale languente in Via Sacchi

Cosa avete fatto in questi tre anni?

In primis abbiamo cercato di fare sinergia con le altre associazioni di via, e cercare di realizzare un progetto globale per il Borgo, per cercare di uscire da questa situazione di periferia di cui la via Sacchi costituisce il limite lato ferrovia. Un evento importante è stato realizzato nel 2017 nell’ambito  della settimana del design (Torino design week), dove abbiamo organizzato e seguito una serie di incontri e di convegni con un punto di presidio nella via, creato per interfacciarci con la cittadinanza, raccogliere le loro problematiche e sensibilizzare i proprietari dei negozi sfitti ad un cambio di paradigma, ad acquisire cioè una visione differente dell’utilizzo degli spazi, cercando di attivare, per esempio, un sistema di gli usi temporanei. Nel contempo cercare artisti ed artigiani per dare nuovi stimoli e una nuova vocazione a Via Sacchi

Cosa intende per periferia?

Periferia non solo come luogo fisico nel rispetto del Borgo (bordo, limite) ma soprattutto in termini di qualità della vita, percezione di luogo abbandonato,  privo di quella centralità e di interesse e attenzione che in qualche modo dovrebbe connotare un area centrale come la nostra. Ma con i nostri sforzi stiamo cercando di uscire dalla periferia del centro.

Quali sono i motivi di questo abbandono?

La mancanza di vocazione specifica (quartiere del food, di svago, di musei, di commercio specifico, abbigliamento, arte, artigianato) ci ha portato a perdere appeal, siamo in una zona centrale ma non connotata da negozi di un certo pregio, abbiamo i portici ma solo da un lato e non avere il secondo affaccio ci penalizza e infine, come detto, non abbiamo una caratteristica specifica della destinazione dei negozi, essendo nati a suo tempo come commercio minuto di quartiere, pian piano abbandonato a favore della più centrale Via San Secondo. Un altro problema è costituito dall’età media è molto elevata dei suoi abitanti, i ragazzi non sono molto presenti  e spesso cercano un futuro in altre zone di Torino e soprattutto all’estero e questo porta ad avere minori consumi ed esigenze.

Se non erro Via Sacchi è stata inserita in un importante contesto urbano grazie ai suoi portici…..

Sì, noi facciamo parte dell’Associazione Portici e Gallerie di Torino, sui dodici chilometri di portici noi ne copriamo uno. Per noi è molto importante appartenere a questa Associazione in quanto l’Associazione, nata nel 2018 da un’idea della Fondazione Contrada Torino ONLUS , su iniziativa di diciotto soci fondatori, conta sulla partecipazione del più ampio numero di aderenti tra chi vive e lavora sotto i portici, contribuisce alla riqualificazione ambientale e socio–economica dei portici e delle gallerie di Torino attraverso lo sviluppo turistico, al miglioramento della visibilità delle attività sotto i portici, all’organizzazione di eventi e iniziative culturali, di promozione e valorizzazione della conoscenza storico-architettonica dei portici e delle gallerie di Torino, dando quella visibilità che da soli sarebbe difficile raggiungere.

Però non mi pare di aver visto “Portici di carta” in Via Sacchi, come mai?

Abbiamo provato ad essere presenti con eventi collaterali sia nel periodo del Salone del Libro sia con l’adesione a Portici di Carta, che durante Artissima, ma non hanno avuto un grande successo, abbiamo comunque dato vita ad eventi culturali paralleli che ci hanno permesso col progetto #Invitalacultura, di organizzare letture ed incontri con gli autori all’interno di esercizi e studi professionali che si erano resi disponibili ad ospitarci. 

Ci sono dei progetti in corso?

A fine settembre terremo un importante workshop in collaborazione con il Politecnico di Torino, Living Lab via Sacchi che si terrà dal 23 al 28 di settembre, (http://viasacchi.designcontest.polito.it/it/), poco tempo fa abbiamo collaborato ad un progetto di alcune volontarie di TSP (Torino Spazio Pubblico) residenti nella zona, alla realizzazione di un’aiuola in Via Sacchi, di fronte al c.n. 27 bis, quale sperimentazione non solo di nuova vita vegetale, bensì di rapporti ed amicizie che ruotano attorno ad un impegno di miglioramento del contesto cittadino e sociale. Per me abbinare il verde ad ogni realizzazione inserendolo anche nel tessuto urbano è fondamentale ed in questa direzione abbiamo tante idee da sviluppare per poi proporre possibili interventi di micro rigenerazione urbana.

Ha un futuro Via Sacchi?

Sì, certamente. Però ha bisogno di molto impegno, deve essere supportata dal coinvolgimento diretto dei cittadini e delle istituzioni, dei commercianti e dei possibili investitori che dovranno iniziare a scommettere sulle sue potenzialità. Sono fiduciosa, perché ogni cambiamento parte da un piccolo passo e se tutti lo facciamo nella stessa direzione, possiamo arrivare lontano.

Per maggiori informazioni consultate il bellissimo sito di Via Sacchi www.viasacchi.org

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