Le pressanti richieste dell’Italia all’UE per le nuove obbligazioni

ABC della Finanza : Educazione e non solo n. 7

Di Martino Verna

La finanza è un abisso imperscrutabile o una disciplina da seguire attentamente? Anche se non ci occupiamo di lei, la finanza si occupa di noi ed è sempre meglio essere informati.  Proprio per seguire e capire meglio  l’universo finanziario, Borgo San Secondo News si è rivolto a Martino Verna, noto professionista e preparato consulente finanziario, per comprendere la terminologia e saperne di più sulla gestione dei nostri investimenti.

Stiamo tutti vivendo un periodo decisamente particolare: drammatico per gli operatori sanitari, in prima linea nella battaglia contro il virus,  per chi si ammala o ha dei parenti ammalati ai quali va tutta la nostra solidarietà.

Per la prima volta nella storia sono state chiuse molte attività economiche, non solo in Italia ma anche in molti altri Paesi del mondo.

Il fermo delle attività porterà inevitabilmente al rallentamento delle economie e di conseguenza ad una recessione, ossia alla diminuzione del Prodotto Interno Lordo (PIL), non solo a livello europeo ma sicuramente mondiale.

Più il fermo delle attività si prolunga, più aumentano le difficoltà per le imprese che vedono il loro flusso di cassa ridotto o ancor peggio prosciugato.

Per mantenere in vita le attività economiche gli Stati  dovranno fare notevoli sforzi al fine di garantire gli  ammortizzatori per la pace sociale ed il sostentamento delle imprese.

Per questo motivo, poiché sono pochi i Paesi che hanno ancora un surplus di bilancio, i governi  sono costretti ad autorizzare un aumento del debito pubblico per finanziare queste spese, mediante l’emissione di nuove obbligazioni ( vedi il  link a fine articolo per il significato ) garantite dallo Stato.

Infatti in questi giorni è tornato di attualità il dibattito relativo all’ istituzione di prestiti obbligazionari che siano garantiti dall’insieme da tutti gli Stati dell’Unione Europea , definiti Eurobond quando si è iniziato a parlarne durante la crisi dei debiti sovrani nel 2011, oggi ribattezzati Coronabond per ricordare lo scopo per cui sarebbero emessi : uno  stato di emergenza  eccezionale per certi versi persino peggiore del periodo della Grande Guerra!

Tali titoli oltre a godere di un elevato livello di affidabilità avrebbero il vantaggio di pagare degli interessi molto bassi, o addirittura nulli, aiutando in particolare i paesi più indebitati che ridurrebbero drasticamente il costo del loro debito consentendo una maggiore flessibilità nella gestione dei debiti pubblici.

Tale proposta è favorevolmente sostenuta dai paesi  del sud Europa che hanno un debito più elevato, quali Italia, Spagna, Portogallo  insieme alla Francia, mentre viene osteggiata dai paesi dove il debito è maggiormente sotto controllo, quali Olanda, Austria, Finlandia sostenuti dalla Germania, in quanto temono di doversi fare carico dei debiti di altri paesi che, secondo il loro punto di vista,  hanno  una gestione più allegra dei conti pubblici e sarebbero ancor più invogliati a spendere visto che  poi tutti gli Stati europei  risponderebbero del debito.

Questa emergenza dimostra ancora una volta quanto la solidarietà tra le varie Nazioni europee stenti ancora a decollare e continuino ancora a prevalere gli interessi nazionali piuttosto che quelli della totalità dell’ Unione.

Speriamo che questa emergenza  porti sempre più a pensare a politiche comuni che salvaguardino gli interessi di tutti,  piuttosto che quella dei singoli Paesi che da soli avrebbero sempre più difficoltà a superare emergenze di tale portata.

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