L’intervista al Parroco della Chiesa di San Secondo Martire

Di Ermanno Eandi

Si vede subito che don Mario Foradini è una persona vera, che con determinazione ha coniugato una vita attiva e socialmente impegnata con lo splendido dono della fede. Da 44 anni è il parroco della Chiesa di San Secondo Martire, quindi è un sacerdote che conosce profondamente il volto e l’anima degli abitanti di Borgo San Secondo.

Sono un uomo amato da Dio – afferma  – quando  ho sentito la Sua irresistibile chiamata, ho abbandonato i miei sogni di perito tessile e sono entrato in Lui.

Quanto è cambiata la Chiesa e il modo di essere sacerdote da quando ha iniziato ad oggi?

Possono cambiare gli uomini di Chiesa, ma Lei non cambia mai perché è basata sulla fede, la speranza e la carità.

Essere prete oggi che responsabilità può avere?

Innanzitutto noi abbiamo la più grande responsabilità che possa esistere sulla faccia della terra, perché il sacerdote dice la Messa, che rappresenta l’attualizzazione del sacrificio di Cristo. Si sente la presenza di Dio, una luce che ama tutti, ama sempre, ama fino in fondo anche se noi non ci crediamo.

Cosa dice ad una persona che non crede?

Non ho mai incontrato nessuno che non crede, c’è però gente che dice di non credere. Credere in Dio, però è il più grande dono che possiamo avere, perché tutti gli altri rimangono soli con se stessi e la solitudine è il male peggiore. La fede è grande beatitudine, perché Cristo è risorto per fare della nostra vita una festa senza fine.

Da 44 anni è il parroco del nostro borgo, quanti ricordi e quante scelte?

Era il 30 ottobre del 1976 quando arrivai e sono rimasto qui perché c’era Porta Nuova, e dove c’è disagio la parola di Dio diventa conforto e speranza. Borgo san Secondo è un luogo tranquillo, infatti molti vogliono ritornarci a vivere, perché qui c’è ancora umanità. Ultimamente sono aumentate difficoltà per i commercianti perché c’è un po’ di crisi economica.

Come si pone la sua parrocchia nei confronti delle religioni diverse?

Nel nostro borgo ci sono circa mille extracomunitari, noi non abbiamo mai avuto nessun problema di accoglienza, la gente che  vive qui ha una maturità umana che permette  un rapporto di serenità e di pace. Qui non c’è il problema degli altri, ma quello della nostra testimonianza di apertura, di dialogo e di serenità. Nel nostro “Centro per la vita” accogliamo e aiutiamo centinaia di famiglie di molte sono musulmane.

Quanto è importante la carità?

Per definizione la Chiesa è carità. Non dimentichiamoci, però che la più grande carità è la verità e la verità è una grande gioia.

C’è crisi di fede?

Sì, perché le nuove generazioni non hanno radici, ma non è questione di fede ma di cultura. È da trent’anni che noi stiamo costruendo sul vuoto, nei nuclei famigliari seri la fede c’è. Non dimentichiamoci mai che la fede è la forza più grande della storia umana, è un dono, forse non tutti lo hanno, però lei diventa fraternità e soprattutto realtà.

Come si possono colmare questi trent’anni di vuoto?

Solo con la testimonianza. Siamo ormai ubriacati di “cose” e speriamo che le “cose” riempiano i cuori, ma esse sono esterne e non illuminano l’anima. Devono rendersi conto che il denaro non è tutto e non dimentichiamoci mai che Cristo ha detto “beati i poveri

Però il denaro può anche tramutarsi in qualcosa di bellissimo…

Infatti, grazie alle donazioni abbiamo acquistato la casa alpina di Pragelato dove sono passati migliaia di ragazzi, poi abbiamo ricostruito “L’opera della misericordia” per i bambini, e adesso sta per nascere la “Casa della memoria” una clinica per i malati di Alzheimer a Collegno.

Perché i malati di Alzheimer?

Perché è un aiuto per chi ha lavorato tutta una vita, per non dimenticare chi si sta dimenticando.

Un saluto agli abitanti del borgo?

Al loro dico quello che mi ha insegnato mio padre Angelo: due sono le forze della vita, la coscienza e la fede, tutti hanno la coscienza che è un dono  Dio e chi ha anche la fede ha la luce di Dio, per vivere in pace basta seguirle tutte e due.

2 thoughts on “Don Mario Foradini: sono un uomo amato da Dio”

  1. Appena sposati -luglio 1981-siamo andati ad abitare – venivamo da Messina-a via San Secondo 14 e così abbiamo avuto la fortuna andando alla S Messa d’incontrare un prete come don Mario. Nel 1991 siamo ritornati a Messina, ma ci è rimasta una grande nostalgia delle Sue prediche. Grazie don Mario

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