Di Ermanno Eandi

A molti piace andare al ristorante cinese, è economico, il cibo è saporito e anche gustoso. Però, a volte, ci sono delle pericolose insidie.

Infatti proprio in questi giorni sono stati sequestrati 400 chili di alimenti in cattivo stato di conservazione.

 I prodotti alimentari non erano conservati nel modo idoneo a garantirne la tracciabilità. Ma non solo, oltre alla mancanza di etichettatura, gli alimenti erano conservati in comuni buste della spesa o semplicemente avvolti nel cellofan con presenza di ghiaccio sulla superficie.  I prodotti passavano dalla carne di maiale e bovino a diverse qualità di pesce, crostacei, gamberi, involtini primavera, ravioli ripieni, oltre a diversi sacchi di riso e di farina contaminati da insetti.

Questo è quanto gli agenti del Commissariato “Barriera Nizza”, personale del Reparto Prevenzione Crimine e operatori dell’ASL S.I.A.N., hanno scoperto la scorsa settimana, durante un consueto controllo del territorio, all’interno di un locale commerciale di via Nizza. Per questi motivi, il titolare dell’attività ristorativa, un cittadino cinese, è stato denunciato all’Autorità Giudiziaria e il personale dell’ASL gli ha intimato l’immediata chiusura dell’attività fino al ripristino degli ambienti oltre ad irrogargli una sanzione amministrativa di 2000 euro.

La chiusura dell’attività è un atto giusto, ma visto la gravità del fatto e soprattutto perché poteva nuocere gravemente alla salute dei clienti, la avrei preferita definitiva e la sanzione di 2000 euro mi sembra esigua.

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