I portici devono diventare luoghi di “passeggio” e non di “passaggio

Di Fabrizio Bacchetti

23 settembre 2019 ha avuto inizio la seconda fase del Living Lab, un laboratorio organizzato dal Dipartimento di Architettura e Design (DAD) del Politecnico di Torino, in collaborazione con le Università di Bologna e Milano, la Città di Torino e promosso dal Comitato Spontaneo di Via Sacchi.

Il laboratorio nasce dalla volontà di dare nuova vita ad uno spazio di Torino, Via Sacchi, che con l’espandersi e il trasformarsi della città, si è venuto a trovare in una situazione di limbo urbano e sociale, allo stesso tempo vicino e lontano dal centro cittadino. Questo nonostante il luogo sia ricco di potenzialità e sfaccettature, ma nessuna di queste è, sino ad ora, riuscita ad imporsi come foriera di forte identità forte capace di legare questo luogo al suo presente e proiettarlo nel futuro. 

I trenta studenti provenienti dai corsi triennali e magistrali di Architettura e Design del Politecnico di Torino sono stati chiamati a fare questo: ripensare il presente ed immaginare il futuro della via perché questa, così ricca dal punto di vista architettonico e artistico ma anche storico, possa ritornare parte attiva della vita della città.

I seminari, che hanno caratterizzato i primi due giorni del Living Lab, sono stati per gli studenti fonte di acquisizione di nuove e stimolanti prospettive da cui trarre ispirazione e questo grazie all’incontro con numerosi esperti che hanno messo in campo la loro professionalità ed esperienza, dimostrando con numerosi esempi come la rivitalizzazione sia possibile. Nel pomeriggio di martedì, la passeggiata degli studenti lungo i bellissimi portici della via ed all’ombra del lungo filare di alberi di bagolaro che definisce il lato della ferrovia, ha permesso loro di confrontarsi in modo diretto con il contesto su cui sono stati chiamati a ragionare ed hanno soprattutto avuto l’occasione di dialogare con commercianti, abitanti e associazioni che qui vivono e lavorano. In questo modo hanno potuto calarsi maggiormente nei luoghi e capirne meglio le esigenze e le potenzialità.

Le sfide che l’architettura è chiamata oggi a sostenere interessano, oltre alle costruzioni fisiche, le persone e il loro benessere intervenendo ad un livello più profondo che in passato e in tal senso i seminari si sono concentrati anche sulla percezione che noi abbiamo dei luoghi e di conseguenza il modo in cui siamo portati a viverli ogni giorno. Noi percepiamo il mondo prima di tutto attraverso i nostri occhi, ma in Via Sacchi la questione dell’inquinamento acustico prodotto dai tram e dai treni in arrivo e in partenza presso la Stazione di Porta Nuova, ha un peso rilevante e, come gli studenti hanno avuto modo di vivere in prima persona, tutto ciò ha reso spesso complicato parlare e ascoltare durante la passeggiata.

La luce poi, in particolare quella artificiale, definisce gli spazi nelle ore serali e contribuisce non solo a valorizzare ma anche, e soprattutto, a far percepire uno spazio come attrattivo, sicuro, farlo vivere come luogo di “passeggio” e non di “passaggio”, ruolo nel quale oggi la via è purtroppo confinata. Infine la presenza del verde cittadino è oggi sicuramente più sentita che in passato. I parchi e i viali alberati di Torino, tra cui possiamo annoverare anche Via Sacchi, sono certamente esempi notevoli che tuttavia potrebbero essere ulteriormente arricchiti con nuove piantumazioni o soluzioni vegetali, portando benefici anche dal punto di vista della riduzione dell’inquinamento acustico, atmosferico e del calore che le nostre città producono nei sempre più caldi mesi estivi. 

Le soluzioni e le idee che gli studenti sono chiamati a produrre non sono certo semplici da trovare. Bisogna infatti considerare che ci troviamo in un contesto architettonico complesso e vincolato (architettonico e storico) e sarà pertanto richiesto un complesso confronto con le normative vigenti sia in termini di tutela che di occupazione del suolo pubblico, limitando in parte le possibilità di esternalizzazione degli esercizi commerciali e la loro rivitalizzazione. Anche l’arte non ha terreno facile in cui esprimersi, sia che le tele destinate ad accoglierla siano le serrande dei negozi o i muri della ferrovia, considerando sia le norme cittadine che gli attori in gioco, come i negozianti e le ferrovie.

I workshop saranno per gli studenti l’occasione perfetta per confrontarsi lavorando a gruppi e ragionando sulle tematiche ed i problemi che hanno avuto modo di identificare, dalla pista ciclabile ai muri della ferrovia, alla rinascita di un commercio ormai stagnate e alla valorizzazione dei portici e della loro storia. Un lavoro non semplice ma sviluppato attraverso un sguardo esterno e nuovo che, confrontandosi con le limitazioni imposte, saprà sicuramente proporre nuove idee o approcci concreti che possano portare un nuovo valore ed una identità attrattiva alla Via Sacchi.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *