Tra ricordi e sensazioni, la speranza di una grande ripresa

Di Ermanno Eandi

Probabilmente non tutti sanno che nel Borgo San Secondo risiede Marcello Chirico, un grande giornalista sportivo. Simpatico e gagliardo diffonde e difende pugnacemente i  colori della sua integerrima fede bianconera.

Infatti, Marcello si definisce un giornalista sensibile che scrive con passione e obbiettività, un eterno  innamorato dello sport sano, con  un’anima poetica stregata dalla magia del nostro borgo.

Marcello, come si trova nel Borgo San Secondo?

Da sempre vivo qui, sono affezionatissimo a questa zona,, ho vissuto per poco tempo a Milano,  ma il mio cuore rimaneva nel nostro borgo.

Quali sono i suoi ricordi più belli?

Sicuramente, la vitalità di Via San Secondo,  mi ricordo la gentilezza dei commercianti quando andavo a fare la spesa con mia madre e il giornalaio di Via Gioberti dove andavo a comprare le figurine.  Ecco, adesso questa vitalità è un po’ scemata, tanti negozi sono chiusi e questo mi rattrista molto. Un altro ricordo bellissimo è quello dell’Arlecchino, io abito proprio lì, c’era la sala danze che portava gioia dinamica e il cinema che, essendo di prima visione, offriva una vasta scelta di ottime pellicole, è un vero dispiacere vederlo chiuso da tanto tempo.

Qual è la cosa che non le è piaciuta?

Mi piacerebbe sapere perché la ASL di Via San Secondo, ha chiuso molti servizi al pubblico, una volta si potevano fare visite specialistiche, prelievi ora invece di dare un servizio ai residenti è diventato un centro burocratico. Questo secondo me, è stato un taglio sbagliato, della sanità! Bisogna ripristinare i  servizi. Adesso i punti di riferimento sono solo gli ospedali, ma quando uno si reca lì pensa solo alla malattia, perché l’ospedale è fatto per i malati gravi non per le cure e le visite di routine

Come vede il futuro di Borgo San Secondo?

Nonostante io sia un ottimista, dopo l’emergenza coronavirus non vedo un bel futuro. Nonostante ciò spero che come nel dopoguerra, la gente  ripartì con slancio e vitalità, anche dopo la guerra del COVID 19, il commercio e la vita ritornino a fiorire.

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