Intervista al presidente dell’Ordine degli Architetti

Di Ermanno Eandi

Nel Borgo San Secondo risiedono molte persone che danno lustro alla nostra splendida area di Torino, tra i tanti non potevamo non intervistare Massimo Giuntoli, il Presidente dell’Ordine degli Architetti.

Sono una persona determinata – si definisce Giuntoli – da sempre amo fare delle cose per la gente, soprattutto per gli ultimi, per questo ringrazio anche l’educazione che mi ha dato la mia famiglia, sono orgoglioso figlio di contadini toscani. Dell’architettura apprezzo soprattutto la parte più sociale, perché la mia professione è un mezzo per far star bene gli altri, ritengo importante ricordare che l’architettura è fatta per la gente e non per solo per abbellire l’involucro ed per questo che mi batto

Quali onori e quali oneri comporta essere presidente dell’Ordine degli Architetti?

Sono onorato di rappresentare una categoria meravigliosa, la nostra professione è quella che disegna o lascia segni indelebili nella città ed essere architetto a Torino è qualcosa di speciale perché è una città stupenda. Essere presidente è un impegno enorme, sono riuscito a cambiare l’Ordine, ci siamo avvicinati alla gente con “Architettiamo la città” il tour nelle circoscrizioni, dove abbiamo parlato della nostra professione e abbiamo chiesto ai cittadini cosa potevamo fare e cosa mancava nel loro quartiere, con un occhio di riguardo alla periferia, o meglio il recupero e la valorizzazione della Multicentralità.  Questo è stato possibile  grazie a numerosi amici architetti e alla collaborazione con la neonata Fondazione dell’Ordine degli Architetti presieduta dalla validissima Alessandra Siviero.

Quali sono i punti di forza di Borgo San Secondo?

Innanzitutto è un borgo meraviglioso, ha una storia fantastica perché ha una grande tradizione artigiana e di piccoli ma eccellenti commercianti. È un borgo di confine, o meglio di transizione, tra il centro e la parte periferica,  ma che appena transiti ti viene voglia di fermarti perché mantiene un’anima calda a differenza di quello elitario della Crocetta. Borgo San Secondo ha grandi possibilità, è ben servita dai mezzi, per me non è in decadenza, ma in attesa di un nuovo e vigoroso vento per librarsi nuovamente in volo ed essere protagonista nella nostra città.

Cosa farebbe per migliorare il Borgo?

Partirei da migliorare la comunicazione, perché lo conoscono in pochi, e non tutti sanno che questo è un ottimo luogo per viverci, per fare acquisti, per passeggiare, per raccontarsi, insomma un posto da scoprire.  Inoltre valorizzerei i suoi maestri artigiani e i commercianti. Il nostro borgo è fatto di fascino e riservatezza, in più la parola Borgo richiama a valori umani, di paese, di piazzetta, di calore urbano e tessuto vivo della gente, tutto da vivere.

Progetti futuri?

Un grande progetto  che abbiamo presentato da poco, insieme alla Fondazione, è “Bottom Up”, il nuovo festival dell’architettura in programma dal 1° al 10 maggio 2020. L’obiettivo è diffondere la conoscenza dell’architettura contemporanea e favorire pratiche di trasformazione urbana dal basso partendo dalle idee della comunità che, attraverso processi di crowdfunding e dibattiti pubblici, saranno trasformate in realtà. Si tratta di un esperimento urbano attraverso il quale coinvolgere direttamente gli abitanti.

Tutti possono partecipare privati cittadini, scuole, artisti, collettivi, comitati, associazioni, imprese e progettisti candidando una proposta di intervento partecipando a un bando in scadenza il 16 gennaio 2020. (www.bottomuptorino.it )

One thought on “Massimo Giuntoli: Borgo San Secondo è fascino e riservatezza”

  1. Concordo con le affermazioni dell’arch Giuntoli.la città deve essere a misura di uomo.Borgo San Secondo può diventarlo di più.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *