L’intervista mensile con il presidente della Circoscrizione 1

Ottobre 2019

Di Ermanno Eandi

“Vado al Massimo” è un progetto importante che consente ai lettori di avere un resoconto mensile e gli eventuali progetti futuri del Borgo San Secondo,  con un dialogo costante con Massimo Guerrini il presidente della Circoscrizione 1 del Comune di Torino.

Massimo Guerrini lo incontriamo al Urban Lab di Torino, oggi è un giorno importante perchéc’è la presentazione pubblica dei risultati e mostra del LIVING LAB VIA SACCHI, evento promosso dal Comitato Rilanciamo Via Sacchi, dove gli studenti del Politecnico e dell’Università presentano i loro progetti per la riqualificazione della via.

Presidente cosa pensa dei progetti per la riqualificazione di Via Sacchi?

Stanno lavorando molto bene. Complimenti, fanno tutto quello che possono, nonostante l’assenza di una progettazione importante da parte dell’Amministrazione Comunale pentastellata.

Mi può spiegare questa affermazione?

Noi, come Circoscrizione, avevamo chiesto che la zona di Via Sacchi fosse inserita nel piano del progetto delle periferie, finanziato dal Governo, l’amministrazione comunale mi ha risposto no, perché era in zona centrale. Quello che io sostengo che Via Sacchi è nella periferia del centro. Certo Via Sacchi non ha il degrado che si trova in certe zone dell’estrema periferia, però ha delle fortissime criticità dal punto di vista urbano, di abbandono e degrado certamente non idoneo ad una via così importante. Quindi apprezzo molto questi progetti di “window dressing”, cioè interventi di micro arredo urbano, che possono aiutare in modo significativo a far rivivere quell’area.

Le è piaciuta la festa di Via San Secondo?

Per fortuna è andata molto bene,  c’è stata un bella presenza di operatori e una discreta presenza di pubblico, ci complimentiamo con gli organizzatori, con i commercianti e i residenti. Queste attività fanno molto bene al Borgo, sono molto contento del lavoro svolto dall’Associazione Commercianti Borgo San Secondo.

Con l’arrivo della Littizzetto, avete definitamente risolto la questione dell’Arlecchino?

Innanzitutto, mi complimento con il presidente Orto e tutti coloro che hanno alimentato e posto all’attenzione pubblica il problema, così abbiamo evitato che il luogo fosse adibito ad una attività di bassa qualità alimentare. Ora che venga la Littizzetto o chiunque altro, l’importante è che l’ex cinema Arlecchino diventi un importante polo culturale ed aggregativo.

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